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Prima vi ignorano...

Uno dei diversi metodi per dividere i pensatori politici é quello di categorizzarli in: Conservatori, Liberali, Marxisti e Anarchici. Ciascuno di questi mette l'accento su un punto diverso. Molto in breve i conservatori guardano alle 'libertà ereditate dagli avi' e chiedono che tutto venga considerato in base a questo. I liberali, come John S. Mill si basano sul concetto di libertà dell'individuo dall'interferenza dello stato, mentre i Marxisti si basano sul concetto della concezione materialistica della storia (e.g. produzione, distribuzione, ...).

Dall'altro canto si pongono gli Anarchici e la visione di una società priva di qualsiasi potere coercitivo e di un'azione cieca e meccanica. In qualche modo mentre altri hanno discusso per secoli o anche millenni su quali e quante libertà dovrebbero essere concesse all'individuo, su come analizzare i problemi derivati dall'azione dell'uomo e su come giustificare l'autorità impostaci dai nostri predecessori questo gruppo di pensatori ci propone un'idea nuova. Ci chiede di guardare alla radice del problema, di analizzare la radice della violenza non solo di reprimerla. Tuttavia al loro interno diversi filoni si aprono, dagli atei come Bakunin a quelli che si affidano ad una fede come Tolstoy o Gandhi. Da quelli che vedono l'uso della forza come passo intermedio a quelli che ne vogliono l'abolizione immediata e totale proponendo il solo uso di tecniche d'azione non-violenta.

Solitamente i primi tre vengono messi sullo stesso piano del gruppo di pensatori anarchico, tuttavia questo quarto contiene nelle sue diverse ideologie gran parte del pensiero dei primi tre. Considerando i Marxisti, per esempio, l'ultimo stadio della storia é incluso in un gran numero di pensatori, come anche l'oppressione (non più però considerata come solo un'oppressione della classe borghese verso il proletariato). Guardando ai liberali la riduzione del potere dello stato e l'influenza che questo può avere sopra l'individuo é preso in ampia considerazione. Infine riferendosi ai conservatori gli anarchici si pongono in diretta opposizione al concetto di assumere un concetto come corretto solo perché ereditato dagli antenati, ma di certo tengono in considerazione l'importanza di valori individuali anche se li considerano più legati ad una trasvalutazione verso valori di condivisione e rispetto reciproco.

In altre parole dentro il gran calderone che si fa dei pensatori anarchici si inserisce da chi dice A a chi appoggia Z e li si vede tutti come un solo gruppo. Probabilmente é proprio questa diversità di pensiero che li rende interessanti ma allo stesso pericolosi poiché tendono a non uniformarsi ad alcun dogma prestabilito. Proprio per questa loro caratteristica di <> non solo di uno nessuno stato ma anche di nessuna dottrina permette loro di mettere nudo le maggiori contraddizioni dei rapporti di potere. Inoltre la loro caratteristica di non possedere un'utopia definitiva, ma di essere in costante e continuo cambiamento consente a questi pensatori di possedere una valida chiave di lettura per numerosi momenti storici. Forse è proprio per questo che fino ad ora pochi sono riusciti ad opporsi alle loro idee in maniera coerente e consistente e a formulare argomentazioni che non risultino in insignificanti attacchi che li dichiarino quello che non sono.
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